Adaciu: come andare piano senza perdere la velocità C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio… (Milan Kundera) |
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Adaciu è un termine prettamente siciliano che, per chi vive da Roma in su, si traduce in piano, lentamente, adagio … appunto. L’espressione adaciu, però, se associata al meridione d’Italia, è qualcosa di più eloquente: nell’immaginario collettivo la lentezza è un preciso stile di vita, un modo di affrontare la quotidianità con la flemma e l’indolenza di chi, abituato a vivere sotto il sole cocente e lo scirocco che toglie il respiro, è costretto ad andare piano. Quaggiù, come se fossimo in una parte del mondo del tutto singolare, chi va piano è accusato di indolenza, di noia, di svogliatezza. |
Eppure, da qualche decennio, in parti del mondo notoriamente più veloci ha preso piede un confronto acceso su una diversa cultura del tempo: sempre più persone puntano a frenare la spinta inarrestabile della velocità per mettere al primo posto la qualità della vita. Nella Valle del Belice, nota alle cronache nazionali per il disastroso terremoto del ’68 e per la lenta (anche quella) ricostruzione delle sue città, si è deciso ancora una volta di andare adagio, e, questa volta, per una precisa scelta economica: Adaciu è una iniziativa di turismo che propone la conoscenza di un territorio a forte connotazione naturale attraverso gli strumenti di scoperta lenta (trekking a piedi, a cavallo o in mountain Bike) |
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L'idea di Adaciu nasce un pò di tempo fa. Il progetto “Adaciu-Itinerari di Turismo Lento nella Valle del Belice”, ha conseguito il primo premio al Concorso di idee “68 progettisti di emozioni” 2008, promosso dalla Provincia Regionale di Trapani: esso mira a rendere la vecchia linea ferroviaria “Salemi–Gibellina–Santa Ninfa-Salaparuta” parte integrante del sistema delle Green Ways siciliane. Il progetto, presentato il 31 luglio con un workshop presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina, mira all’ampliamento del bacino di fruitori della linea dismessa ed il suo perfezionamento: prevede, infatti, interventi leggeri che apportano migliorie alle strutture ancora esistenti, aggiungono lungo il percorso servizi destinati al viandante e, mediante l’introduzione di una segnaletica adeguata, ne incrementano l’utilizzo. |
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L’intervento rappresenta una grande opportunità per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato dalle ferrovie di un tempo e, in particolare, delle opere infrastrutturali sopravvissute alla dismissione: queste costituiscono una ricchezza in termini di memoria storica e rappresentano anche location ideali per la realizzazione di punti di ricezione turistica. Ecco il percorso ideato dai progettisti di Adaciu: partendo da Gibellina Nuova per raggiungere il sito della Vecchia Gibellina, si attraverseranno i territori agricoli di Santa Ninfa e Salaparuta, e approfittando della vicinanza di aree ad alto interesse ambientale-paesaggistico e storico come Monte Finestrelle, le Grotte di Santa Ninfa, il Bosco della Sinapa, il Parco eolico dei Monti di Gibellina, il centro di Poggioreale vecchia, si giunge al grande Cretto di Burri.
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